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I finanziatori

Il Gruppo persegue nei confronti dei finanziatori una politica orientata alla massima trasparenza e correttezza nelle comunicazioni con una equilibrata distribuzione del debito.

 
Composizione dei principali mutui al 31 dicembre
%200920102011
Banca Europea per gli Investimenti37,7%42,8%47,6%
Banca Intesa21,5%17,0%12,0%
Unicredit9,3%8,6%8,0%
Banca Credito Cooperativo Ravennate Imolese0,0%0,0%5,4%
Dexia Crediop6,7%5,9%4,7%
Banca delle Marche3,5%4,1%4,2%
Cassa depositi e prestiti4,3%4,1%3,8%
Banca Popolare di Milano3,2%3,4%3,2%
Altri istituti11,5%11,8%11,1%
Totale100,0%100,0%100,0%

Obiettivo della gestione finanziaria del Gruppo è mantenere un adeguato bilanciamento attuale e prospettico tra impieghi di capitale e fonti di finanziamento, sia in termini di durata sia di tipologia di tasso.

 
Indebitamento finanziario netto
milioni di euro20102011
Disponibilità liquide538,2415,2
Altri crediti finanziari correnti44,339,1
Indebitamento finanziario corrente-150,7-118,3
Indebitamento finanziario corrente netto431,8336,0
Crediti finanziari non correnti10,310,9
Indebitamento finanziario non corrente-2.302,3-2.334,0
Indebitamento finanziario non corrente netto-2.292,0-2.323,1
Totale indebitamento finanziario netto-1.860,2-1.987,1

La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2011 è pari a 1.987,1 milioni di euro rispetto a 1.860,2 milioni di euro del 2010. L'incremento dell'indebitamento netto è principalmente dovuto agli investimenti effettuati sul territorio e ai dividendi distribuiti nel corso del 2011.
Gli investimenti effettuati sono stati pari a circa 325 milioni di euro, i dividendi distribuiti nel corso del 2011 sono stati pari a 117,2 milioni di euro.
Al 31 dicembre 2011 il Gruppo dispone di 415 milioni di euro di liquidità, 280 milioni di euro di linee di credito committed non utilizzate oltre che a linee di credito uncommitted (oltre 1.100 milioni) al fine di garantire liquidità sufficiente a coprire ogni impegno finanziario almeno dei prossimi due anni.
Di seguito sono riportate le politiche e i principi per la gestione e il controllo della gestione finanziaria del Gruppo.

La qualità del debito
Il Gruppo mira ad assicurare un livello di liquidità tale da consentire di far fronte ai propri impegni contrattuali sia in condizioni di normale corso degli affari sia in condizioni di crisi attraverso il mantenimento di linee di credito disponibili, liquidità e tempestivo avvio delle negoziazioni sui finanziamenti in corso di maturazione, ottimizzando il costo del funding in relazione alle condizioni di mercato in corso e prospettiche.
Si evidenzia l'equilibrata struttura patrimoniale del Gruppo che contrappone l'elevato valore di immobilizzazioni a una posizione finanziaria costituita prevalentemente da debiti a medio lungo termine.
Le linee di credito e la relativa attività finanziaria non sono concentrate su nessun finanziatore specifico, ma distribuite omogeneamente fra i principali istituti bancari italiani e internazionali, con un utilizzo largamente inferiore al totale disponibile.
Per quanto riguarda la struttura del debito a medio lungo termine da segnalare il tiraggio, effettuato il 10 ottobre 2011, di 50 milioni di euro, previsti contrattualmente, del Put Bond con scadenza 2031.
Al 31 dicembre 2011 il Gruppo dispone di una struttura che vede la porzione del debito a lungo termine pari al 98% rispetto al totale debiti finanziari.
La durata media è pari a circa 9 anni di cui il 59% del debito con scadenza oltre 5 anni.
Non sono previsti covenants finanziari sul debito tranne quello, su alcuni finanziamenti, del limite del corporate rating da parte di anche una sola Agenzia di Rating al di sotto del livello di "Investment Grade" (BBB-).

Il costo del debito

Il Gruppo utilizza risorse finanziarie esterne sotto forma di debito finanziario a medio lungo termine, linee di credito bancario di diverso tipo e impiega la liquidità disponibile prevalentemente in strumenti di mercato monetario immediatamente smobilizzabili. Le variazioni nei livelli dei tassi di interesse di mercato influenzano sia gli oneri finanziari associati alle varie forme tecniche di finanziamento sia i proventi delle varie forme di impiego della liquidità, incidendo pertanto sui flussi di cassa e sugli oneri finanziari netti del Gruppo.
Al 31 dicembre 2011 l'esposizione al rischio di variazioni sfavorevoli dei tassi di interesse, con conseguente impatto negativo sui flussi di cassa, è pari al 31% dell'indebitamento finanziario lordo totale.
I derivati risultano perfettamente aderenti al debito sottostante e in accordo con i principi IAS.
La politica di copertura del Gruppo non prevede l'utilizzo di strumenti con finalità speculative e ha come obiettivo l'individuazione ottimale tra tasso fisso e variabile nell'ambito di una strategia prudenziale verso il rischio di oscillazione dei tassi. La gestione del rischio tasso d'interesse mira essenzialmente a stabilizzare i flussi finanziari in modo da garantire i margini e la certezza dei flussi di cassa derivanti dalla gestione caratteristica.
Nel corso del 2011, pur in presenza di una struttura fortemente caratterizzata dal debito a lungo termine il Gruppo è riuscito a mantenere il costo dello stesso a un livello medio globale intorno al 4,4 %.
La quota di valore aggiunto distribuito ai finanziatori è stata pari nel 2011 a 119,5 milioni di euro.

Il credit rating

Il considerevole piano di sviluppo realizzato da Hera in questi anni ha comportato un ricorso all'indebitamento finanziario sempre bilanciato, in modo da mantenere una solida struttura di bilancio.
Il profilo finanziario del Gruppo è valutato dalle due maggiori agenzie di credito specializzate a livello internazionale Moody's ("Baa1 Outlook Negativo") e Standard & Poor's ("BBB+ Outlook Stabile").
Il 2011 è stato caratterizzato da una situazione economica finanziaria molto difficile che, come noto, ha comportato il downgrade del rating sovrano dell'Italia. In tale contesto, il 25 gennaio 2012, Moody's ha rivisto il Rating del Gruppo Hera sul lungo termine, riducendolo da "A3 Outlook Stabile" a "Baa1 Outlook Negativo", mentre nel 2011 il rating di Standard & Poor's, di "BBB+ Outlook Stabile", è stato confermato. L'outlook negativo, assegnato da Moody's, dipende esclusivamente dalla decisione presa sul rating sovrano ed è collegato ai potenziali impatti che potrebbero verificarsi sul Gruppo dovuti al deterioramento della situazione macroeconomica italiana e all'incertezza sulle prospettive del Paese.
Dato l'attuale contesto, quindi, sono state ulteriormente rafforzate le azioni e le strategie indirizzate a garantire il mantenimento/miglioramento di adeguati livelli di rating.