logo di stampa italiano
 
 
 
 
Sei in: I clienti » La qualità dell'acqua potabile

La qualità dell'acqua potabile

Nel 2011 nei laboratori del Gruppo sono state effettuate sulle acque potabili 336.406 analisi, più di 900 al giorno.
I controlli sulla qualità delle acque destinate alla potabilizzazione e quelle destinate al consumo umano sono regolati rispettivamente dal D.Lgs. 152/2006 e dal D.Lgs. 31/2001.
I controlli sono effettuati dal gestore del servizio idrico e dalle Aziende USL e sono svolti presso i punti di campionamento delle fonti, presso gli impianti di potabilizzazione e accumulo, lungo le reti di adduzione e distribuzione.
Hera ha consolidato un Piano di Controllo di Gruppo in cui sono riportati i punti di campionamento e le modalità di controllo applicate (parametri analitici e frequenze). Il Piano di Controllo è sviluppato sulla base di linee guida per le Strutture Operative Territoriali tese alla caratterizzazione chimica, fisica e batteriologica dell'acqua, a tutela del pieno rispetto dei requisiti di legge e a garanzia della fornitura di un prodotto di qualità ottimale.

Quanto costa l’acqua

Consumare acqua di rubinetto al posto della minerale, oltre a benefici ambientali, produce anche risparmio economico: considerando un consumo medio di 1.000 litri all'anno per una famiglia di tre persone e il prezzo medio di 35 centesimi per litro di alcune acque minerali naturali in commercio, la spesa per l'acqua minerale è di circa 350 euro all'anno. La spesa per la stessa quantità di acqua proveniente dall'acquedotto sarebbe invece di 1,61 euro all'anno. L'Italia si trova al primo posto in Europa e al 2° posto nel mondo con 192 litri di acqua procapite consumati nel 2009 (Fonte Beverfood 2011), dopo il Messico e davanti agli Emirati Arabi Uniti che si trovano al terzo posto con 151 litri di acqua procapite consumati.

 

Qualità dell’acqua significa anche controllo dell’efficacia dei processi di trattamento. A titolo di esempio si citano la ricerca dei cloriti e dei trialometani, sostanze conseguenti rispettivamente all’utilizzo del biossido di cloro e dell’ipoclorito di sodio come agenti disinfettanti. La concentrazione del clorito e dei trialometani nella rete di distribuzione è tenuta costantemente sotto controllo nel rispetto del limite di legge.
A partire dal 2008 i dati medi rilevati per i parametri pH, durezza totale, residuo secco a 180°, cloruro, fluoruro, sodio, ioni nitrato, nitrito e ammonio sono resi pubblici semestralmente attraverso la loro pubblicazione sul sito internet del Gruppo per singolo comune. Tali parametri sono rappresentativi della qualità dell’acqua potabile distribuita e consentono un confronto con la qualità delle acque imbottigliate in commercio.
Dal gennaio 2009 tutti gli impianti di produzione di acqua potabile della Romagna sono gestiti da Romagna Acque - Società delle Fonti, la società costituita a questo scopo dalle amministrazioni locali romagnole. Quindi l’acqua distribuita nei territori di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini è acquistata all’ingrosso da tale società, e l’intervento di Hera sulla sua qualità è limitato alla gestione delle stazioni di disinfezione integrativa lungo le reti di distribuzione.

Hera a fianco di Coop per l'"Acqua di casa mia"

Per la prima volta, a gennaio 2012, sono arrivate nei punti vendita di Coop Estense a Modena e Ferrara le etichette sulla qualità dell'acqua del rubinetto. L'iniziativa di Coop nell'ambito della campagna "Acqua di casa mia" è realizzata con il contributo di Hera che ha fornito i dati dei controlli sull'acqua effettuati sul territorio e ha organizzato punti informativi nei principali ipermercati coinvolti. Nelle corsie delle acque minerali in tutti i punti vendita sono stati affissi quindi i manifesti con l'etichetta dell'acqua del rubinetto. Il progetto vede coinvolti 41 punti vendita in 29 comuni del territorio di Modena e Ferrara.

 
Confronto qualitativo tra l’acqua Hera e le acque minerali naturali in commercio
 Acque minerali (min-max)

Limiti per acqa di rubinetto D.Lgs.

31/2001

SOT BolognaSOT FerraraSOT
Forlì-Cesena
SOT
Imola-Faenza
SOT
Modena
SOT
Ravenna
SOT
Rimini
pH 5,8-8,46,5-9,57,57,77,77,57,57,87,5
Durezza totale (°F) 3-9350*27212631332128
Residuo fisso a 180° (mg/l) 22,3-13001.500*345265319418538288383
Sodio (mg/l)0,9-74,720020171931522828
Fluoruri (mg/l)0,07-1,11,5< 0,100,110,140,140,100,100,14
Nitrati (mg/l)1-19,5550795102049
Cloruri (mg/l)0,3-78,425026272340833639

* Valore consigliato
Confronto effettuato con i dati indicati nelle etichette di 17 acque minerali naturali di larga commercializzazione, con esclusione del parametro “Durezza totale” per il quale si utilizzano i dati pubblicati dalla rivista Altroconsumo (n. 184 di luglio/agosto 2005). I dati relativi all’acqua Hera sono valori medi di 14.431 analisi effettuate secondo le frequenze e nei punti di prelievo lungo la rete di distribuzione, come previsto dal piano di controllo e sorveglianza del ciclo idrico.

 

Le valutazioni sulla qualità dell'acqua potabile distribuita, in confronto alla qualità dell'acqua minerale, sono effettuate sulla base dei valori di parametri analitici comunemente ricercati presso i punti di campionamento rappresentativi delle reti acquedottistiche: pH, durezza, residuo secco a 180°C, sodio, fluoruri, nitrati, cloruri.
I parametri prescelti di misura della qualità dell'acqua distribuita sono in gran parte riferiti all'importanza di distribuire acqua potabile caratterizzata da un adeguato apporto di sali minerali.

In buone acque: il report sulla qualità dell’acqua potabile

Nel settembre 2009 Hera per la prima volta ha pubblicato "In buone acque", il primo report pubblicato in Italia da un gestore del servizio idrico sulla qualità dell'acqua potabile. Il report la cui edizione 2010 è stata presentata al festival dell'Acqua di Genova il 5 settembre 2011, vuole comunicare la qualità dell'acqua potabile di Hera per rafforzare la fiducia dei cittadini e sensibilizzarli a un uso più consapevole e sostenibile di questa risorsa. Il report descrive i ruoli e le responsabilità di pianificatori, controllori e controllati, i processi di trattamento, depurazione e distribuzione delle acque, i controlli effettuati da Hera e dagli organi pubblici e i relativi risultati, le iniziative di sensibilizzazione messe in atto da Hera con l'obiettivo di modificare abitudini e comportamenti individuali. L'edizione 2010 del report è stata pubblicata in agosto 2011 con una grafica rinnovata e con contributi di Federutility, Arpa, Romagna Acque, Last Minute Market e Inran.


Si conferma anche per il 2011 che i dati medi dell’acqua Hera sono confrontabili con quelli delle acque minerali in commercio.
Considerando alcuni parametri significativi per valutare la qualità dell’acqua (alluminio, cadmio, clorito, Escherichia coli, ferro, manganese, nitrato, piombo e trialometani-totale) nel 2011 sono state effettuate 43.793 determinazioni analitiche. Di queste il 99,6% ha dato un risultato conforme al limite di legge evidenziando una qualità sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente (la percentuale di analisi non conforme è calcolata mediante il rapporto percentuale fra il numero di analisi conformi, cioè analisi aventi tutti i parametri conformi ai limiti previsti dal D.Lgs. 31/2001, e il numero di analisi totale). Nei casi di non conformità anche di un solo parametro, Hera attiva interventi immediati di ripristino della conformità dell’acqua (lavaggi delle condotte, controllo della disinfezione, ecc.) anche su indicazione delle Aziende USL locali.
Per motivi di igiene, sanità e sicurezza pubblica il Comune può emettere, per determinati periodi di tempo, ordinanze di non potabilità dell’acqua con conseguente interruzione del servizio. In questi casi l’uso dell’acqua per scopi alimentari può essere del tutto vietato oppure subordinato all’adozione di particolari accorgimenti (per es. bollitura) mentre di norma l’acqua può continuare a essere utilizzata per tutti gli altri usi.
Nel corso del 2011 non sono state concesse deroghe al rispetto dei limiti previsti dal D.Lgs. 31/2001 e sono state emesse 13 ordinanze sindacali di non potabilità che hanno tuttavia riguardato reti di modesta dimensione a servizio di un piccolo numero di utenti. Le cause prevalenti sono riconducibili a inquinamenti microbiologici causati da peggioramenti repentini della qualità delle fonti d’approvvigionamento o da malfunzionamenti degli impianti di disinfezione. Cinque ordinanze hanno riguardato il comune di Pievepelago (MO) per il quale la gestione del Servizio Idrico Integrato è stata affidata a Hera nel corso del 2011; la situazione impiantistica ereditata è risultata piuttosto precaria e sono stati programmati interventi strutturali finalizzati a garantire un più elevato livello di qualità e di affidabilità. Tutti i casi sono stati comunque risolti in tempi brevi senza alcuna evidenza di conseguenze di natura igienico-sanitaria per gli utenti e con disagi contenuti.

l Sistema Laboratori del Gruppo Hera

L'attività di analisi è effettuata attraverso il Sistema Laboratori del Gruppo Hera costituito da tre laboratori principali, situati a Bologna, Forlì e Ravenna, e da sette unità logistiche per i campionamenti dislocate sul territorio, a stretto contatto con gli impianti di potabilizzazione e di depurazione. Il Sistema Laboratori conta 5.000 mq di strutture, ha effettuato oltre 1 milione 200 mila determinazioni nel 2011, circa 3.000 determinazioni giornaliere, avvalendosi di 80 tecnici. Le sue principali unità operative costituiscono un laboratorio "multisito" accreditato SINAL (Sistema nazionale per accreditamento di laboratori) in conformità alla norma UNI EN ISO/IEC 17025:2005. Il Sistema di Gestione della Qualità del Sistema Laboratori è certificato in conformità alla norma UNI EN ISO 9001:2008.
Il laboratorio di Bologna, dedicato alle analisi di acque potabili, acque reflue e a quelle microbiologiche, è riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca come laboratorio di ricerca ed è dotato di strumentazioni altamente specializzate in grado di effettuare ricerche di microinquinanti quali gli interferenti endocrini: è il primo laboratorio in Italia ad aver accreditato tali parametri.
Il laboratorio di Forlì, dedicato alle analisi relative a rifiuti solidi, fanghi, emissioni in atmosfera, microinquinanti organici, è una struttura tra le più avanzate d'Europa: in esso è presente strumentazione ad alta automazione e di grande sensibilità e precisione, come lo spettrometro di massa a settore magnetico, uno strumento ad alta risoluzione in grado di analizzare microinquinanti organici quali diossine, furani, PCB.
Nel corso del 2011 il laboratorio di Forlì ha inoltre ottenuto l'accreditamento nel settore emissioni.


Per quanto riguarda le analisi sull'acqua, il Sistema Laboratori del Gruppo prevede uno specifico servizio di trasporto campioni, certificato ISO 9001 e operativo 7 giorni su 7, dalle unità di campionamento dislocate sul territorio al laboratorio di Bologna. I mezzi adibiti al trasporto assicurano l'assoluta adeguatezza alla conservazione dei campioni prelevati (refrigerazione e registrazione delle temperature di trasporto) a dimostrazione del fatto che il livello e la qualità dei controlli non dipendono dal luogo fisico nel quale viene svolta l'attività analitica se vengono garantite corrette operazioni di campionamento e trasporto dei campioni stessi.
I risultati delle analisi sono resi disponibili ai gestori degli impianti di potabilizzazione nello stesso giorno di esecuzione del campionamento. Per le analisi microbiologiche la disponibilità dei risultati è garantita in almeno 24-48-72 ore. È inoltre disponibile strumentazione per analisi in tempo reale per numerosi parametri così come è previsto un servizio di gestione delle emergenze attraverso il quale i gestori degli impianti di potabilizzazione, di depurazione e trattamento rifiuti possono avvalersi di un supporto analitico e di campionamento 24 ore su 24.
Nel 2011 nei laboratori del Gruppo sono state effettuate sulle acque potabili 336.406 analisi, più di 900 al giorno, di cui il 56% nelle reti di distribuzione.

In Hera si beve l'acqua di rubinetto

Il progetto Hera2O, avviato nel 2008, promuove l'uso dell'acqua di rete da parte dei lavoratori di Hera. Bevendo nel 2011 circa 460.000 litri di acqua di rete grazie agli erogatori installati nelle mense e negli uffici, i lavoratori di Hera hanno evitato la produzione di oltre 700.000 bottiglie di plastica (ipotizzate bottiglie da 0,50 per mense e usi individuali, da 1,50 per uffici e sale riunioni), con un risparmio energetico di circa 48 tep, minori emissioni di CO2 pari a 135 tonnellate e circa 450 cassonetti in meno di rifiuti da gestire.


Tenuto conto della notevole preoccupazione suscitata dalla presenza di tubazioni in amianto-cemento nella rete idrica Hera svolge da tempo verifiche costanti dello stato di conservazione delle condotte attraverso un piano di controllo dedicato alla ricerca delle fibre di amianto nell'acqua. L'uso di amianto, ampiamente diffuso nell'edilizia come in altri settori industriali fino alla fine degli anni '80, è stato definitivamente bandito nel 1992. Mentre è riconosciuto che l'inalazione delle fibre di amianto provoca l'insorgere di gravi malattie dell'apparato respiratorio, non si hanno evidenze di tossicità legata all'ingestione. Infatti la normativa vigente in materia di qualità delle acque destinate al consumo umano (D.Lgs. 31/2001 e s.m.i.) non prevede limiti rispetto alla presenza di fibre di amianto: in particolare, il decreto ministeriale 14 maggio 1996, allegato 3, cita un documento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità in cui si afferma che "... Non esiste dunque alcuna prova seria che l'ingestione di amianto sia pericolosa per la salute". I risultati dei controlli svolti nel 2011 confermano l'assenza generalizzata di fibre d'amianto, fatta eccezione per pochissimi punti nei quali il numero di fibre rilevato è stato comunque di diversi ordini di grandezza inferiore al valore limite indicato dall'USEPA (Ente Protezione Ambientale degli Stati Uniti) pari a 7.000.000 fibre/litro. Inoltre l'acqua presenta generali caratteristiche di non aggressività nei confronti della matrice cementizia.