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L'andamento del titolo in borsa

La crisi economica mondiale iniziata nel 2008 ha avuto pesanti ripercussioni sui mercati finanziari globali anche durante il 2011, causando forte incertezza tra gli operatori. Ad aggravare la situazione ha concorso la preoccupazione sui debiti sovrani di alcuni Stati europei che nella prima parte del 2011 hanno raggiunto livelli ritenuti non più sostenibili. L’azione congiunta delle istituzioni comunitarie, assieme alle rigorose politiche di bilancio attuate da alcuni Paesi europei, hanno tentato di riportare la fiducia nel sistema su cui grava tutt’ora un senso di incertezza diffusa.
In questo contesto, il settore delle local utility italiane ha seguito l’andamento negativo del mercato, registrando a fine 2011, una performance inferiore rispetto a quella dell’indice azionario italiano: l’indice FTSE Italia All Share, che comprende tutti i titoli quotati alla Borsa di Milano, ha chiuso il 2011 con una performance di -24,3% da inizio anno mentre l’indice delle local utility italiane ha chiuso lo stesso periodo a -32,3%. In questo contesto Hera è risultata la seconda migliore local utility italiana, registrando nell’ultima seduta di Borsa dell’anno un prezzo ufficiale di 1,096 euro con una performance di -29,7% da inizio 2011. Nella classifica della performance borsistica delle maggiori local utility italiane, Hera è stata superata solamente dalla lombarda A2A, la quale ha beneficiato della vicenda relativa al riassetto di Edison.
Il livello medio di liquidità registrato dal titolo Hera ha mostrato, nel corso del 2011, un numero inferiore di scambi rispetto al 2010, in linea con quanto registrato su tutti i mercati azionari d’Europa. Il valore medio degli scambi giornalieri del titolo Hera nel 2011 si è ridotto rispetto a quello del 2010 passando da 2,3 a 1,8 milioni di euro.

 
Prezzo ufficiale del titolo e quantità medie scambiate nel 2011
 I trimII trimIII trimIV trim
Prezzo ufficiale a fine periodo (euro)1,6821,4641,1411,096
Volume medio scambiato (migliaia)1.1881.2901.7711.068
Valore medio scambiato (migliaia di euro)1.9282.1082.1381.193

Agli inizi dell’esercizio 2011, il titolo Hera ha evidenziato un andamento tra i migliori del settore in concomitanza con la pubblicazione dei buoni risultati annuali 2010 portando le quotazioni a oltre 1,73 euro (+13% dall’inizio dell’anno) agli inizi del mese di giugno. Successivamente, a seguito degli esiti sui referendum e dell’acuirsi della crisi di fiducia sui debiti sovrani dei paesi europei periferici, il trend di tutti i titoli del settore hanno evidenziato un accentuato trend al ribasso fino alla chiusura dell’anno, su livelli mai sperimentati in precedenza. In questo contesto Hera ha continuato a distinguersi mantenendo una performance migliore rispetto alle altre “local utility” nella seconda parte dell’anno anche grazie alla pubblicazione dei buoni risultati di bilancio trimestrali e di un piano industriale con prospettive di ulteriore crescita per il futuro.
All’inizio del 2012, con il progressivo miglioramento della fiducia nel debito pubblico italiano da parte degli investitori esteri, si è assistito alla riduzione dei fenomeni speculativi e al progressivo miglioramento delle quotazioni dei titoli del settore che permangono tuttavia significativamente sottovalutati secondo l’opinione degli analisti finanziari rispetto al valore contabile di Hera, a molti parametri di valutazione (sul MOL e sul dividendo) e alle solide prospettive di sviluppo annunciate.
Oltre alle consuete presentazioni dei risultati finanziari, nel corso del 2011 il top management di Hera ha mantenuto l’impegno di dialogo con gli investitori, nonostante il difficile contesto; è stato effettuato un road show internazionale che ha consentito di incontrare i maggiori fondi di investimento internazionali e di approfondire l’andamento dei risultati e della strategia del Gruppo. Il numero totale degli incontri e dei contatti nell’anno è stato di 330 in linea con le best practice del settore.

 
Rendimento del titolo rispetto alla quotazione

Le variazioni sono calcolate con riferimento al prezzo del titolo alla quotazione.

Il grafico illustra i ritorni di un azionista in possesso di azioni Hera dall’anno di quotazione (2003) al 31 dicembre 2011 comprendendo la proposta di dividendo di competenza dell’anno (che sarà pagato nel 2012). Nonostante gli effetti della congiuntura economica e finanziaria di questi ultimi anni, il ritorno per l’azionista cumulato dalla quotazione in borsa rimane ancora positivo e risulta pari a un valore complessivo di oltre il 42%. Tale risultato è interamente attribuibile alla politica di crescita dei dividendi perseguita fin dalla costituzione del Gruppo che rappresenta una conferma del successo della gestione del Gruppo e della attenzione rivolta agli azionisti.
Anche per il 2012 saranno organizzati road show internazionali che, come di consueto, consentiranno al top management di illustrare nel dettaglio i risultati finanziari e la strategia di Hera. Durante il 2012 saranno inoltre implementati nuovi strumenti per rispondere in modo sempre più efficace alle richieste di informazioni della comunità finanziaria e, in particolare, degli azionisti privati non professionali e degli investitori “sostenibili”.

 

Gli indici etici di borsa

A riprova del suo profilo sostenibile, il titolo Hera è incluso in molteplici indici etici: da anni, infatti, fa parte del "Kempen SNS Smaller Europe SRI Index" e nel corso del 2008 è stato inserito nell'indice etico "ECPI Italy SME's Equity" e nel "ECPI Ethical Index EMU", indice costituito dalle 150 società quotate sul mercato economico e monetario dell'Unione Europea considerate investimenti etici coerenti con la metodologia "ECPI SRI". Questa metodologia è stata sviluppata da ECPI, società che dal 1997 effettua ricerche a livello globale sugli aspetti sociali, ambientali e di governance delle società, attribuisce rating etici e sviluppa, calcola e pubblica indici sulla sostenibilità delle aziende.
Inoltre, nel corso del 2011, "Oekom Research AG", una delle maggiori agenzie mondiali di rating nel segmento degli investimenti sostenibili, ha giudicato Hera come investimento "Prime", in quanto soddisfa i criteri ambientali e sociali definiti dall'agenzia.

Il coverage del titolo

La Direzione Investor Relations promuove la conoscenza di Hera presso analisti finanziari italiani ed esteri, con l’obiettivo di incrementare l’interesse e la conoscenza della società e ampliare il numero di opinioni e valutazioni professionali indipendenti sulla gestione aziendale. La diffusione di queste informazioni consente agli investitori di attuare scelte consapevoli di impiego delle proprie risorse.
Nonostante la crisi finanziaria di questi anni abbia causato profonde ristrutturazioni negli istituti bancari, Hera gode ancora di un ampio “coverage” da parte di 11 studi indipendenti, metà dei quali internazionali: Alpha Value, Banca Akros, Banca IMI, Centrobanca, Cheuvreux, Deutsche Bank, Equita, Exane (gruppo BNP Paribas), Intermonte, Kepler e Mediobanca. Inoltre gli analisti di Banca IMI, Cheuvreux, Kepler e Deutsche Bank includono il titolo Hera tra le migliori opportunità di investimento per il 2011. Alla fine dell’anno 2011, Hera annovera 9 valutazioni “Buy”/”Outperform”, 2 pareri “Hold/Neutral” e nessun giudizio negativo. Il prezzo obiettivo medio dell’azione a 12-18 mesi, espresso dalle valutazioni degli analisti, è di 1,48 euro ad azione. Alla fine del 2011 Banca Aletti ha avviato lo studio su Hera. Con la pubblicazione, a inizio 2012, del primo report Banca Aletti dichiara di preferire il titolo Hera rispetto agli altri del settore local utility, in virtù della sostenibilità del debito finanziario di Gruppo (confermato anche da uno studio di settore di Cheuvreux) e della politica di distribuzione del dividendo.