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I rifiuti smaltiti

Il Gruppo Hera, tramite la controllata Herambiente, gestisce il proprio sistema impiantistico di trattamento, mediante operazioni di recupero e smaltimento, di rifiuti urbani e speciali, con una dotazione che nel 2011 ha raggiunto il ragguardevole numero di 80 impianti. Tale sistema impiantistico rappresenta un modello integrato e completo unico in Italia, che permette di rispondere in maniera efficace e appropriata ai principi comunitari e nazionali nella gestione dei rifiuti. Il sistema contempla diversi tipi di impianto: stoccaggio e pretrattamento iniziale, selezione e recupero dei materiali "secchi" (carta, cartone, vetro, plastica e lattine), compostaggio e digestione anaerobica con recupero energetico, termovalorizzatori a elevato recupero energetico, discariche, trattamento chimico-fisico dei rifiuti liquidi, trattamento, pretrattamento e ricondizionamento di rifiuti fangosi e polverulenti. Si copre così la totalità del fabbisogno di trattamento dei rifiuti urbani raccolti da Hera S.p.A. sul territorio di riferimento e di una vastissima gamma dei rifiuti del settore industriale e terziario pericolosi e non pericolosi sul bacino di riferimento nazionale.
Nel 2011 Herambiente ha sviluppato le seguenti attività:

  • completato il nuovo termovalorizzatore di Rimini con inserimento del nuovo sistema di recupero energetico;
  • ampliata la volumetria di diverse discariche esistenti (Ravenna, Tre Monti, Zocca, Pago) finalizzate allo smaltimento di rifiuti prevalentemente speciali. Effettuati diversi interventi per la copertura definitiva di discariche esaurite e il loro reinserimento paesistico-ambientale nel territorio (D.Lgs. n. 36/2003);
  • relativamente agli impianti per rifiuti speciali è stato completato l'impianto di trattamento rifiuti fangosi e pulverulenti denominato "disidrat" in provincia di Ravenna; è stato completato il revamping dell'impianto chimico-fisico di Bolognae sono proseguiti gli ammodernamenti degli impianti per rifiuti speciali pericolosi e non del sito di Via Baiona a Ravenna.

Il progetto "biodigestori" di Hera: + energia e - gas serra

Il progetto prevede il recupero di biomasse di diversa natura sia come fertilizzante per i suoli agricoli sia come materia prima per la produzione di energia evitandone così lo smaltimento in discarica e la conseguente produzione di gas serra. Nel 2011 è stata completata la progettazione definitiva ed esecutiva di due impianti di digestione dry quali sezione aggiuntive agli impianti di compostaggio di Cà Baldacci (RN) e Voltana (RA), compresa una sezione di trattamento delle frazioni lignocellulosiche per la produzione di biomassa combustibile e ottenute le autorizzazioni alla costruzione dei due impianti.
Sono stati inoltre stipulati i contratti per la realizzazione dei suddetti interventi, con apertura cantieri a inizio 2012 e obiettivo di produrre energia entro la fine del 2012.
Ifine è stata completata la progettazione preliminare di un impianto dotato di sezione di digestione dry e di sezione di compostaggio presso il sito di Area 3 a Modena.
Ogni singolo biodigestore produrrà a regime 6.500 MWh di energia elettrica (corrispondenti al consumo di 2.400 famiglie) e compost con un bilancio positivo per quanto riguarda le emissioni di gas serra.

 
Rifiuti smaltiti per tipologia
 
Rifiuti urbani e speciali smaltiti per tipologia di impianto
migliaia di t200920102011
Impianti di separazione1,36,74,0
Impianti di selezione289,3322,2299,2
Termovalorizzatori e centrale a biomasse734,5800,6923,0
Impianti di compostaggio402,0463,8504,7
Discarica1.400,41.429,71.268,3
Inertizzazione e chimico fisico1.084,61.227,4891,6
Impianti di terzi1.202,71.452,71.216,3
Totale5.114,85.703,15.107,1

I dati fanno riferimento ai rifiuti in ingresso negli impianti e quindi possono prevedere duplicazioni. Una parte dei rifiuti trattati negli impianti di selezione, per esempio, può essere smaltita in discarica dopo il trattamento di selezione. Si è provveduto a sottrarre, dai quantitativi trattati negli impianti di separazione, i rifiuti in uscita da tali impianti che sono stati conteggiati negli impianti di destinazione finale.

La situazione congiunturale sfavorevole ha generato un calo generalizzato dei rifiuti trattati, sia urbani sia speciali, con la parziale eccezione dei rifiuti trattati da Marche Multiservizi. Il Gruppo ha operato per saturare prioritariamente gli impianti di recupero energetico che rilevano un incremento di 123 mila tonnellate anche grazie al consolidamento di Enomondo (il cui dato è riportato in tabella al 100%). Risulta, invece, evidente la contrazione del rifiuto smaltito in discarica in particolare nel ravennate e presso la discarica di Galliera (quest'ultima anche a seguito del limite posto dalla nuova autorizzazione). La dotazione impiantistica del Gruppo ha favorito il trattamento dell'aumento di rifiuto da raccolte differenziate. In particolare si rileva un incremento del trattamento presso gli impianti di compostaggio/digestione, in particolare grazie al pieno regime del digestore di Romagna Compost e del consolidamento di Enomondo. La contrazione del rifiuto trattato presso gli impianti di selezione è da ricondurre alla riduzione dei rifiuti speciali trattati. Le migliori condizioni meteorologiche verso l'anno precedente hanno determinato un'evidente contrazione dei sottoprodotti smaltiti presso gli impianti chimico-fisici e i depuratori di Hera S.p.A.

 
Rifiuti speciali smaltiti per tipologia di impianto (2011)
 

I rifiuti speciali: assimilati, pericolosi e non pericolosi
Quando si parla di rifiuti il pensiero va immediatamente ai rifiuti prodotti nelle abitazioni. Si tratta, di fatto, di una vista molto parziale della realtà, dato che questi non rappresentano neppure il 20% del totale dei rifiuti prodotti complessivamente.
In Italia infatti a fronte di una produzione complessiva di rifiuti di oltre 170 milioni di tonnellate all'anno, circa 140 milioni sono speciali, ovvero scarti prodotti dal complesso delle attività produttive, mentre circa 32 milioni di tonnellate sono rifiuti urbani. In Emilia Romagna, il rapporto non cambia: su circa 13,5 milioni di tonnellate di rifiuti complessivamente prodotti, solo 3 milioni sono urbani.
I rifiuti speciali, dunque, nonostante la forte incidenza, nell'immaginario collettivo diventano invisibili, sia perché più distanti dalla realtà quotidiana, sia per il diverso trattamento che la legge riserva alle due categorie di rifiuti. I rifiuti urbani devono essere raccolti, trattati e smaltiti nell'ambito della provincia in cui vengono prodotti, a costi per il cittadino predeterminati dalle autorità di pianificazione. I rifiuti speciali invece devono essere smaltiti dal produttore e le aziende si rivolgono per lo smaltimento all'operatore che meglio risponde alle loro esigenze, anche dal punto di vista economico.
I rifiuti speciali dunque prendono spesso vie che li portano lontano dal luogo di effettiva produzione: altre province, altre regioni o, addirittura, all'estero. Questa minore visibilità, cui spesso si unisce una minore tracciabilità si è riflessa negli anni in carenze di pianificazione di natura strategica rispetto all'impiantistica per il loro smaltimento, e purtroppo tende a facilitarne lo scivolamento verso forme di smaltimento illegale, che da anni arricchiscono le cosiddette ecomafie.
Il rapporto "Ecomafia 2011" di Legambiente evidenzia proprio che "il problema di fondo rimane il cosiddetto 'buco nero' dei rifiuti speciali, cioè la scarsa trasparenza nella loro tracciabilità: una denuncia che arriva dagli inquirenti e dagli operatori del settore". Il rapporto evidenzia che il 2010 è stato l'anno record per le inchieste sulle attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (art. 260 del D.Lgs. 152/2006) con oltre 2 milioni di tonnellate di rifiuti sequestrati. Si tratta quest'ultimo di un dato parziale in quanto riferito a sole 12 indagini sulle 29 avviate nel 2010 dalle forze dell'ordine.

La classificazione dei rifiuti

La classificazione dei rifiuti nella normativa italiana si basa sul luogo in cui il rifiuto ha origine (abitazione o attività produttiva) e non sulle sue caratteristiche fisiche, chimiche e merceologiche. Il D.Lgs. n. 152/2006 classifica i rifiuti, in base alla provenienza, in urbani e speciali e, solo a valle di questa prima classificazione, secondo le caratteristiche di pericolosità, cioè pericolosi e non pericolosi.
I rifiuti urbani sono i rifiuti domestici (anche ingombranti) provenienti da abitazioni, i rifiuti da pulizia stradale e di altri luoghi pubblici, i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi e i rifiuti di qualsiasi natura abbandonati o giacenti in aree pubbliche, comprese le spiagge e le rive, la cui produzione non può essere ricondotta a uno specifico soggetto. Sono rifiuti urbani, inoltre, i rifiuti speciali non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti a usi diversi da quelli dell'abitazione, assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità dai Regolamenti Comunali (o di ambito sovracomunale) sulla base delle regole generali dettate dallo Stato; tali rifiuti sono speciali per origine ma, una volta assimilati, sono gestiti (raccolti e smaltiti) insieme ai rifiuti urbani domestici e assoggettati alla tariffa o tassa.
Sono considerati rifiuti speciali i rifiuti da attività agricole, di costruzione, artigianali, industriali, sanitarie, commerciali e di servizio, i rifiuti derivanti dalle attività di recupero e smaltimento dei rifiuti, i fanghi da trattamento acque, attività estrattiva o bonifiche.
I rifiuti sono invece classificati come pericolosi o non pericolosi a seconda delle sostanze in essi contenute. I rifiuti urbani pericolosi sono costituiti da quei rifiuti di origine domestica che contengono al loro interno sostanze inquinanti o tossiche in misura tale da far sì che essi debbano essere smaltiti in impianti appositi (es. farmaci e pile).
I rifiuti speciali pericolosi sono generati da attività produttive e contengono al loro interno le suddette sostanze inquinanti o tossiche.

Produzione di rifiuti urbani e speciali per Provincia (2009)
migliaia di tRifiuti urbaniRifiuti speciali non pericolosiRifiuti speciali pericolosiRifiuti speciali totaliRifiuti totali
Modena4521.741791.8202.272
Bologna5631.4581611.6192.182
Ferrara25065157708958
Ravenna3092.1232002.3232.632
Forlì-Cesena307914659791.286
Rimini257763758381.095
Totale province del territorio di riferimento Hera2.1387.6506378.28710.425
Piacenza190445147592782
Parma26864640686954
Reggio Emilia391959711.0301.421
Totale Regione Emilia-Romagna2.9879.69989610.59513.582

Fonte: Elaborazioni Arpa sui dati provenienti da MUD, tratto da RER Arpa - La gestione dei rifiuti in Emilia-Romagna - Report 2010 e 2011

Sul confine tra i rifiuti urbani e quelli speciali agiscono quindi le regole di assimilazione definite dalla legge nazionale e applicate localmente. Ogni comune può applicare in diverso modo i criteri per assimilare rifiuti derivanti da attività produttive, commerciali e di servizio, agendo in particolare sulla soglia quantitativa.
Più rifiuti vengono assimilati agli urbani meno rifiuti speciali sono lasciati alla gestione privata e quindi con un rischio di minor controllo e tracciabilità. Nei territori gestiti dal Gruppo Hera e, in generale, in Emilia-Romagna, il livello di assimilazione è elevato: si stima che il rifiuto gestito nell’ambito del servizio pubblico sia composto al 50% da rifiuti di origine domestica e al 50% di origine non domestica, cioè da rifiuti speciali assimilati. Si possono inoltre stimare in circa 1,5 milioni di tonnellate i rifiuti speciali assimilabili per caratteristiche (e quindi non pericolosi) ma non assimilati perché prodotti nella singola attività produttiva in quantità superiore a quella stabilita.
In Europa, a differenza dell’Italia, la classificazione dei rifiuti è più direttamente correlata alla loro pericolosità o meno e alla tipologia di trattamento cui sono ammessi.

 
 Rifiuti non pericolosiRifiuti pericolosi
Rifiuti urbani

Rifiuti domestici (secchi e organici)

Rifiuti da pulizia stradale e di altri luoghi pubblici

Rifiuti assimilati agli urbani

Pile, accumulatori al piombo

Imballaggi contaminati

TV, monitor, frigoriferi, condizionatori e lampade

Oli minerali

Rifiuti speciali

Rifiuti da attività agricole e agroindustriali

Inerti e laterizi (provenienti da attività imprenditoriale di costruzione e demolizione)

Imballaggi commerciali e industriali

Plastiche e vetro scarto di lavorazioni

Artigianali e industriali

Originati dalle operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti, anche urbani

Scarti di produzioni petrolchimiche e farmaceutiche

Rifiuti metallurgici

Fanghi da attività di bonifica

Oli esauriti

Rifiuti di ricerca medica e veterinaria

La filiera dei rifiuti speciali in Hera

Il flusso di trattamento dei rifiuti speciali in Hera è estremamente articolato, vista la diversa natura di questi rifiuti che provengono dall'industria, dalla depurazione delle acque di scarico, dalle costruzioni, dal settore commerciale e dei servizi, dalla sanità.
Hera è dotata di ben 29 impianti adibiti esclusivamente allo smaltimento dei rifiuti speciali, con oltre 3 milioni di tonnellate gestite nel 2011 (compresi i sottoprodotti derivanti dalle attività degli impianti del Gruppo). Esistono limiti al conferimento definiti, impianto per impianto, dalle autorizzazioni provinciali oppure dalle autorizzazioni integrate ambientali.

Dal biogas energia elettrica per 2.000 famiglie del Comune di Ravenna

Nella discarica di Herambiente sulla SS Romea a Ravenna è entrato in funzione nel febbraio 2011 l'impianto di recupero energetico da 0,8 MW alimentato a biogas e costituito per la maggior parte da metano e anidride carbonica, prodotti dalla fermentazione batterica dei residui organici provenienti dai rifiuti in assenza di ossigeno: 15 anni la durata prevista con una produzione media annuale di circa 5.500.000 kWh, equivalenti al fabbisogno annuo di oltre 2.000 famiglie.


I consumi di reagenti nei termovalorizzatori sono stati pari a 18.975 tonnellate: il dato è in aumento per circa il 20% in conseguenza all'entrata a regime di tutti gli impianti e all'aumento delle ore di funzionamento rispetto al 2010. Negli impianti di inertizzazione e chimico fisici, sono state consumate 9.093 tonnellate di reagenti chimici, il 37,4% in meno rispetto al 2010: la diminuzione è dovuta a una ottimizzazione della gestione e ai minori quantitativi dei rifiuti in ingresso. Presso l'impianto di Modena l'ottimizzazione è stata conseguita con una modifica al processo che consente di lavorare a un pH più basso e con un utilizzo minore di flocculanti (cloruro ferrico e polielettrolita).

 
Rifiuti urbani e speciali smaltiti per impianto
migliaia di tISO 14001EMAS200920102011
Coriano – RNxx69,8109,6114,4
Frullo Granarolo - BO (Frullo Energia Ambiente)xx198,4206,2201,0
Canal Bianco Ferrara xx132,0130,0129,8
Grigioni Forlì xx118,3116,0115,7
Strada Romea km 2,6 Ravenna xx42,842,842,1
Comparto Area 2 Cavazza Modena xx137,0157,8176,3
Rifiuti Speciali Ravenna xx36,238,240,0
Faenza - RA (Enomondo)x   103,7
Totale termovalorizzatori e centrale a biomasse  734,5800,6923,0
Busca – FCxx 85,7 79,6 63,8
Strada Romea km 2,6 (1C) Ravenna xx 286,1  297,6 205,0
Lugo – RAxx 0,0 0,0 16,2
Galliera – BOxx 157,8  176,781,6
Tremonti Imola – BOxx 198,7  153,7 199,1
Il Pago Firenzuola – FIxx 78,7  86,9 90,2
Strada Romea km 2,6 ex2B super Ravenna (Sotris)xx 6,3  0,4 0,0
Strada Romea km 2,6 ex2B super TN Ravenna (Sotris)xx 63,1 97,3 90,2
Zocca – MOxx 56,9 59,6 53,1
Castelmaggiore – BO (Asa)xx 179,0 220,4 193,6
S. Agata Bolognese - BO (Nuova Geovis)x  21,2 20,3 17,1
Tavullia – PU (Marche Multiservizi)x 93,281,8 
Montecalvo – PU (Marche Multiservizi)x 39,469,6213,0
Urbino (Marche Multiservizi)x 30,336,8 
Discariche di terzi   104,1 48,945,4
Totale discariche  1.400,41.429,71,268,3
Coriano - RN (Akron)xx 68,2 80,079,9
Modena (Akron)x  60,0 60,655,6
Mordano - BO (Akron)xx 44,1 48,239,3
Lugo-Cotignola - RA (Akron)xx 70,6 75,972,4
Ferrara (Akron)x  42,7 53,248,9
Altri impianti esterni   3,8 4,43,2
Totale impianti di selezione  289,3322,2299,2
Busca - FC (Romagna Compost)   21,9 42,846,3
S. Agata Bolognese - BO (Nuova Geovis)x  99,4 111,459,6
Impianto stabilizzazione S. Agata Bol.se - BO (Nuova Geovis)x 0,00,049,8
Ozzano - BO (Nuova Geovis)x  21,5 22,020,2
Voltana di Lugo - RAxx 48,3 52,655,9
Cà Baldacci Rimini xx 37,4 42,947,0
Ostellato - FEx  87,3 99,629,0
Impianto stabilizzazione Ostellato - FEx 0,00,072,7
Impianto stabilizzazione CDR Ravennax  17,0 22,921,6
Impianto stabilizzazione Tremonti Imola – BO (Akron)xx 65,2 59,563,2
Faenza - RA (Enomondo)x 0,00,030,0
Impianto stabilizzazione (Marche Multiservizi)x  3,9 10,19,5
Totale impianti di compostaggio  402,0463,8504,7
Impianto chimico-fisico Forlìxx25,338,618,8
Impianto chimico-fisico-biologico Ravennaxx187,3215,7138,8
Impianto trattamento fanghi Ravenna  134,8115,3113,0
Impianto chimico-fisico Z.I. Ravennaxx243,2342,4259,8
Impianto chimico-fisico-biologico Alfonsine - RA x 0,00,60,0
Impianto chimico-fisico Russi - RA   0,00,70,0
Impianto chimico-fisico-biologico Lugo - RAxx92,0133,777,2
Impianto inertizzazione e chimico-fisico ITFI Bolognaxx130,0155,9103,8
Impianto inertizzazione Ravenna (Sotris)xx10,315,414,2
Impianto chimico-fisico (con piattaforma rifiuti speciali) Ferraraxx8,317,718,3
Impianto chimico-fisico area 2 Cavazza Modenaxx133,366,661,8
Impianto chimico-fisico area 3 Modenax 19,922,43,1
Impianto Soliroc Modenax 4,82,50,0
Digestore anaerobico Spilamberto - MO  76,391,169,9
Impianto trattamento percolato FC (Romagna Compost)  3,70,06,2
Impianto sperimentale trattamento fanghi SOTRIS  12,58,86,7
Impianto inertizzazione e chimico fisico CIC Modenax 3,10,00,0
Totale impianti di inertizzazione e chimico-fisico  1.084,61.227,3891,6
Produzione CDR Ravennaxx-1,75,33,4
Separazione Bolognax -0,20,10,2
Separazione Tremonti Imola – BO (Akron)xx-2,00,00,0
Separazione Forlìxx5,20,00,0
Separazione Ostellato - FEx -1,40,4
Totale impianti di separazione meccanica  1,36,84,0
Impianti di terzi (depuratori)  1.133,31,348,91.108,6
Impianti di terzi Marche Multiservizi  69,4103,8107,6
Totale altri impianti  1.202,71.452,71.216,2
Totale  5.114,85.703,15.107,1