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La biodiversitÓ

Negli ultimi trent'anni dello scorso millennio, con la diffusione della "cultura ambientale" e la constatazione del progressivo depauperamento delle risorse naturali del pianeta, si Ŕ realizzata la necessitÓ di salvaguardare in modo pi¨ efficace l'ecosistema. A questo scopo le maggiori rappresentanze istituzionali mondiali hanno siglato accordi per la riduzione dell'impatto ambientale derivante dalle attivitÓ antropiche. Uno dei temi fondamentali di tali accordi riguarda il concetto di biodiversitÓ e delle cause che concorrono alla progressiva riduzione delle varietÓ di specie animali e vegetali. Nel 1992, tutti gli stati membri della ComunitÓ Europea hanno inoltre sottoscritto la Convenzione di Rio sulla BiodiversitÓ, riconoscendo la conservazione in situ degli ecosistemi e degli habitat naturali come prioritÓ da perseguire e ponendosi come obiettivo quello di "anticipare, prevenire e attaccare alla fonte le cause di significativa riduzione o perdita della diversitÓ biologica in considerazione del suo valore intrinseco e dei suoi valori ecologici, genetici, sociali, economici, scientifici, educativi, culturali, ricreativi ed estetici".
Al fine di concretizzare gli impegni sottoscritti l'Unione Europea ha emanato due dispositivi normativi, la Direttiva n. 409/79 del Consiglio, adottata nell'aprile 1979 che riguarda la conservazione degli uccelli selvatici (detta "Direttiva Uccelli") e la Direttiva n.43/92 del Consiglio, adottata nel maggio 1992 che riguarda la conservazione degli habitat naturali come anche della fauna e della flora selvatica (detta "Direttiva Habitats").
Queste due Direttive costituiscono la base legislativa della protezione e della conservazione degli habitat e delle specie selvatiche d'Europa. Una delle iniziative fondamentali adottate Ŕ la creazione di una rete ecologica coerente di spazi protetti dislocati nel territorio dell'Unione Europea, denominata NATURA 2000. Le aree naturali protette sono porzioni di zone terrestri o acquatiche in cui le alterazioni di origine antropica sono ridotte o assenti. Queste zone sono soggette a speciali regimi di protezione e gestione perchÚ sono destinate alla conservazione della diversitÓ biologica del patrimonio culturale e delle risorse naturali.

In provincia di Ferrara i due maggiori impianti di captazione (Pontelagoscuro e Stellata, sul fiume Po) sono situati all'interno della Zona di Protezione Speciale denominata "Fiume Po da Stellata a Mesola e Cavo napoleonico". In provincia di Ravenna il depuratore di Marina di Ravenna Ŕ situato all'interno del sito di interesse comunitario denominato "Piallassa Piombone", e il depuratore di Ravenna scarica i reflui depurati all'interno della Zona di Protezione Speciale denominata "Piallassa Baiona". Presso questi due impianti Hera esegue, a salvaguardia della biodiversitÓ, test di tossicitÓ acuta: nel periodo 2005-2011 tali test hanno evidenziato che le acque scaricate non presentano forme di tossicitÓ.

Gli impianti di smaltimento di rifiuti in sede di ampliamento e nuova realizzazione sono assoggettati alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Per gli impianti che ricadono in prossimitÓ di aree protette (generalmente entro i 5 km di distanza e comunque quando esistono particolari condizioni che possano determinare impatto anche limitato) Hera provvede a eseguire la Valutazione di Incidenza ossia una sorta di valutazione di impatto ambientale specifica per le peculiaritÓ e ricchezza naturalistiche dell'area protetta. La Sopraintendenza ai beni culturali, gli Enti Parco e la Regione Emilia-Romagna, analizzano tali valutazioni prescrivendo mitigazioni finalizzate al contenimento dell'eventuale impatto e alla salvaguardia della biodiversitÓ e delle specie vegetali e animali autoctone (es. piantumazioni di specie arboree e arbustive, adozione di misure per evitare il richiamo di specie animali che presentano caratteristiche di spiccata sinantropia e opportunismo trofico).
Nel corso dell'anno 2011, sono state predisposte valutazioni di incidenza su siti SIC e/o ZPS nell'ambito del progetto di realizzazione di un impianto di trattamento fanghi a Cervia (RA), dei progetti di ampliamento della discarica di Voltana di Lugo (RA) e di Baricella (BO) e del progetto di "Landfill mining" con relativa realizzazione di una nuova discarica per rifiuti pericolosi di Ravenna. In tutti i casi l'esito della valutazioni evidenzia una "incidenza bassa" sui siti di interesse comunitario e zone di protezione speciale pi¨ prossimi all'area di intervento.
Nell'ambito di tali valutazioni si analizzano le possibili interferenze dell'opera in progetto con il sistema ambientale e in particolare con le componenti biotiche (flora, fauna ed ecosistemi) e abiotiche (aria, suolo, sottosuolo, acque superficiali e sotterranee) specifiche dell'area protetta; inoltre sono approfonditi gli aspetti correlati alle connessioni ecologiche ovvero la presenza di corsi d'acqua, filari alberati, siepi, ecc., che permettono l'instaurarsi di reti ecologiche tra gli ecosistemi di maggiore naturalitÓ e il comparto impiantistico oggetto di intervento.
I progetti di ampliamento/realizzazione di discariche o altri impianti di trattamento rifiuti contengono una specifica sezione dedicata al ripristino ambientale, alla rinaturalizzazione e alla mitigazione visiva delle aree circostanti l'area di intervento, in cui sono descritti gli interventi specifici volti alla creazione e al potenziamento di reti ecologiche, in continuitÓ con quelle esistenti.